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In domenica ore 18 viene celebrata a San Tommaso

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Religiosi o fedeli?

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Omelia del 27 Settembre

Due forme del rapporto con Dio

Nel Vangelo di questa domenica Gesù ci pone davanti due modi per credere in Dio: uno degli anziani del popolo e i capi dei sacerdoti, l’altro delle prostitute e dei pubblicani (cioè i peccatori) convertiti e perdonati. Due forme che sono nei due figli della parabola, due forme di credere che sono entrambi in ciascuno di noi.

Il primo figlio è un peccatore ribelle, disobbedisce con parole al padre: “non ne ho voglia” di andare a lavorare nella vigna. Il secondo invece riconosce il padre come suo signore, dice che andrà alla vigna a lavorare con un “si Signore”, ma disobbedisce e non va… Entrambi vivono un rapporto drammatico con il padre: il primo ribelle ma leale, il secondo “obbediente” ma falso. Intanto il padre della parabola, che rappresenta Dio, parla ad entrambi; la condizione drammatica è che questi due figli sono in conflitto con il padre, uno ribelle e l’altro falso. Il padre della parabola rappresenta Dio. Dio parla a tutti, sia a chi è nel peccato, sia in chi è “praticante”. Spesso noi cattolici, cristiani detti praticanti siamo un po’ come gli anziani del popolo ed i capi dei sacerdoti, obbediamo come il secondo figlio – “si Signore”- , ma non andiamo oltre: quanto è autentica la nostra fede? Rimaniamo spesso schizzinosi verso un mondo che riteniamo immorale (prostitute, pubblicani, …) ma se questi si convertono ci passano avanti nel Regno di Dio… Dio non ci chiede una vita purificata ma una vita convertita… Convertita a cosa? Alla sua volontà di Padre e non di padrone.

L’eterno “conflitto” tra l’uomo e Dio

Spesso il nostro credere è vissuto da atti che sono voglie… La voglia sembra spiegarsi come: qualcosa che oggi mi va di fare ma forse domani no,  qualcosa che voglio mangiare ma saziatomene basta così, qualcosa che mi dà benessere in quel momento ma non da una felicità stabile… La volontà invece si spinge nei grandi obiettivi e nelle grandi scelte della vita, per queste siamo pronti anche a vivere faticosamente e a fare sacrifici.  Il primo figlio non ha voglia di andare alla vigna ma poi cambia idea e va… Cosa cambia in lui? Dice il Vangelo che si pentì. Il pentimento richiede la meditazione della Parola di Dio che ci illumina se stiamo vivendo un rapporto con Dio fatto solo di regole e riti, come lo viveva il secondo figlio con il padre, oppure se stiamo vivendo autenticamente la nostra fede, cioè se ci stiamo interrogando: quali sono le mie volontà nella mia vita? Quale è la volontà di Dio per la mia vita? Cosa vuole Dio da me? Ci può illuminare solo la Parola di Dio meditata ad una risposta onesta e leale a questo Padre che vuole solo vederci felici di felicità autentica!

Il peccato non è un problema

Ogni uomo che crede veramente sente il peso dei propri peccati, lo chiama per nome ma sa che Dio è misericordioso. L’uomo cristiano peccatore non pensa a purificarsi dai peccati, ma a convertirsi! Il pentimento e poi la conversione nel Vangelo annunciano chiaramente che: il peccato non è un problema, il problema è non fare la volontà del Padre. L’umanità è spesso travolta dalle proprie voglie, anche religiose, dimenticando di chiedersi qual’è la volontà di Dio su di me… Chi non è purificato dal peccato, ma si è lealmente convertito: segue Dio anche contro voglia, come il primo figlio, perché la scelta fondamentale è essere veramente figli di Dio! Siamo chiamati sempre a discernere il nostro rapporto con Dio se non sia religioso, cioè seguirlo dove e come voglio io, quindi falso; dall’essere rapporto di fede, che fa pregare “sia fatta la tua volontà”, rapporto di misericordia e vero. Chiediamo al Signore di passare da un moralismo ed un perbenismo sterile, alla sua volontà di lavorare nella vigna che è la sua Chiesa, che ha come sua meta: il Regno di Dio.

 

Leggi tutte le omelie del tempo di quaresima e di Pasqua 2020

 

_______________________________________________QUESTUA VIRTUALE

dopo la quarantena dovremo pagare le bollette dei consumi dei mesi invernali e altre spese parrocchiali inerenti al l’edificio e al culto.

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IN TEMPO DI EPIDEMIA AIUTIAMO CHI È IN DIFFICOLTÀ

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Carissimi Parrocchiani,
in questo tempo così difficile molti di Voi mi chiedono come poter aiutare chi vive la difficoltà economica.
La parrocchia offre diverse possibilità:

Generi Alimentari:
Portare generi alimentari prendendo appuntamento con la Caritas attraverso il Whatsapp parrocchiale ovvero registrando il numero 0650610586 nei contatti e poi scriverci oppure inviare una mail caritas.santommaso@gmail.com

E’ attivo presso il Carrefour di Via Boezi un progetto di Spesa Solidale denominato ‘UN ALIMENTO IN SOSPESO’. Il carrello della spesa è interamente devoluto alla Caritas Parrocchiale.

Donazioni in denaro:

In parrocchia è attiva la Onlus San Tommaso che aiuta, oltre alle missioni, anche coloro che vivono temporaneamente difficoltà economiche. L’IBAN per donare è:

IT82 O056 9603 2180 00005721 X21
BANCA POPOLARE DI SONDRIO – SAN TOMMASO ONLUS – 163 ROMA – AG.18

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