Se crederai, vedrai la gloria di Dio

Se crederai, vedrai la gloria di Dio

30. marzo, 2017News, Senza categoriaNo comments

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 2 APRILE 2017 – V DI QUARESIMA

 

1 Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. 2Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. 3Le sorelle mandarono dunque a dirgli: “Signore, ecco, colui che tu ami è malato”.
4All’udire questo, Gesù disse: “Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato”. 5Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. 6Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. 7Poi disse ai discepoli: “Andiamo di nuovo in Giudea!”. 8I discepoli gli dissero: “Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?”. 9Gesù rispose: “Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui”.

11Disse queste cose e poi soggiunse loro: “Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo”. 12Gli dissero allora i discepoli: “Signore, se si è addormentato, si salverà”. 13Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. 14Allora Gesù disse loro apertamente: “Lazzaro è morto 15e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!”. 16Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: “Andiamo anche noi a morire con lui!”.

17Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. 18Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri 19e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. 20Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 21Marta disse a Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! 22Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà“. 23Gesù le disse: “Tuo fratello risorgerà”. 24Gli rispose Marta: “So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno”. 25Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?”. 27Gli rispose: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo“.

28Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: “Il Maestro è qui e ti chiama”. 29Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. 30Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. 31Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.

32Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!”. 33Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, 34domandò: “Dove lo avete posto?”. Gli dissero: “Signore, vieni a vedere!”. 35Gesù scoppiò in pianto. 36Dissero allora i Giudei: “Guarda come lo amava!”. 37Ma alcuni di loro dissero: “Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?”.
38Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. 39Disse Gesù: “Togliete la pietra!”. Gli rispose Marta, la sorella del morto: “Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni”. 40Le disse Gesù: “Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?”. 41Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: “Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. 42Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato”. 43Detto questo, gridò a gran voce: “Lazzaro, vieni fuori!”. 44Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: “Liberàtelo e lasciàtelo andare“.
45Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

 

LA MALATTIA PER LA GLORIA DI DIO

<<Nella sofferenza si nasconde una particolare forza che avvicina interiormente l’uomo a Cristo, una particolare grazia. Ad essa debbono la loro profonda conversione molti Santi, come ad esempio San Francesco d’Assisi, Sant’Ignazio di Loyola, ecc. Frutto di una tale conversione non è solo il fatto che l’uomo scopre il senso salvifico della sofferenza, ma soprattutto che nella sofferenza diventa un uomo completamente nuovo. Egli trova quasi una nuova misura di tutta la propria vita e della propria vocazione. Questa scoperta è una particolare conferma della grandezza spirituale che nell’uomo supera il corpo in modo del tutto incomparabile. Allorché questo corpo è profondamente malato, totalmente inabile e l’uomo è quasi incapace di vivere e di agire, tanto più si mettono in evidenza l’interiore maturità e grandezza spirituale, costituendo una commovente lezione per gli uomini sani e normali. Questa interiore maturità e grandezza spirituale nella sofferenza certamente sono frutto di una particolare conversione e cooperazione con la Grazia del Redentore crocifisso… La sofferenza è, in se stessa, un provare il male. Ma Cristo ne ha fatto la più solida base del bene definitivo, cioè del bene della salvezza eterna>> (Giovanni Paolo II, Salvifici doloris,26). Malattia e fede: quale rapporto nella mia vita?

 

…DIO TE LA CONCEDERA’

La professione di fede di Marta è davvero grande: se fossi stato qui non sarebbe morto… Dov’è Dio quando soffriamo e sperimentiamo la sua assenza? Se fossi stato qui… Marta ha una grande fede, crede anche nella resurrezione e da una definizione alta – teologica – di Cristo! Ha un solo problema: come se la morte non fosse sotto il dominio di Dio. Gesù compie questo miracolo per annunciare il dominio di Dio sulla morte e per preannunciare la sua resurrezione. Lazzaro tonra nella vita mortale con le bende: Gesù abbandonerà le bende per risorgere in un altre “dimensione”… La fede semplice dell’atto di fede: Dio può! Nel discernimento della fede, ciò che desideriamo in Dio, se ci crediamo: si realizza completamente, nei tempi di Dio.

 

IL CUORE DI GESU’

Gesù ormai è rivelato vero Dio e vero uomo – come affermiamo nel credo – e nel suo rapporto divino con il Padre, mostra il Suo volto misericordioso. Si commuove e piange. Dio non resta freddo alle vicende tristi umane, ma: si commuove profondamente e piange. Un Dio umano per poter rendere umano l’essere umano che ha perso la sua umanità! Il sentimento della Pietas divina è qualcosa di misterioso e grandioso allo stesso tempo: il pianto di Dio per l’uomo! La compassione di Dio per l’umanità! Che effetto ci fa questo?

 

TRE PASSAGGI DELLA VITA INTERIORE

Togliete la pietra…, vieni fuori…, liberatelo..  In questo tempo finale di quaresima siamo chiamati ad uscire dai nostri sepolcri interiori: a togliere la pietra, ciò che chiude il nostro cuore, ciò che ci tiene nel buio mortale del peccato e della sofferenza e venirne fuori. Il sepolcro interiore <<è vivere ma perché vivo e non avere voglia di andare avanti, non avere voglia di fare qualcosa nella vita, aver perso la memoria della gioia. Gesù ci dice: Alzati, prendi la tua vita come sia, bella, brutta come sia, prendila e vai avanti. Non avere paura, vai avanti …Ma vai avanti! E’ la tua vita, è la tua gioia”>> (Papa Francesco, omelia del 28/3/2017). Rimanere in questo sepolcro che si chiama vittimismo è accidia – dice Papa Francesco -, bisogna uscire da questo torpore perché dopo uno stato di morte segue sempre uno stato di resurrezione!

 

 

Quali valori salvano l’umanità (Mt 5)

Quali valori salvano l’umanità (Mt 5)

25. gennaio, 2017News, Senza categoriaNo comments

1Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
2Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
3«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.

4Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.

5Beati i miti,
perché erediteranno la terra.

6Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.

7Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.

8Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.

9Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.

10Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.

11Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

* * *

COME ACQUISIRE I VALORI

Il discorso delle beatitudini è una predicazione “alta”, il fatto stesso che Gesù lo pronuncia su di una montagnola rende il linguaggio profondamente magisteriale. Le “Beatitudini” in termine tecnico si chiamano: macarismi, felicitazioni, congratulazioni… Cioè: congratulazioni a te che sei povero, felice te se sei afflitto, ecc… Non è discorso che tende al sadismo, ma insegnamento morale e profetico sulla vera felicità, che soltanto in Dio si può trovare. Sembra essere, quella del Vangelo, una dottrina del paradosso in un mondo di superbi, dove l’accanimento all’effimera gioia produce ira ed ingiustizia, la vendetta e la malizia sembrano aver la meglio e la guerra sembra regnare… Il discorso della montagna sembra essere in forte contrasto con lo stile di vita odierno, ma il Vangelo è ancora Parola autorevole che spira veri valori religiosi e gioia umana. I valori del vangelo oggi viaggiano fortemente controcorrente, anche se in questo mondo si scorge bontà e generosità. Ma per acquisire questi valori non c’è bisogno di uno sforzo morale: la legge morale è già scritta nel nostro “cuore” dalla creazione. Come entrare nel nostro cuore per decifrarli e comprenderli? Solo l’ascolto della Parola di Dio, fatto col cuore, con la mente e testimoniato con la vita, ci fa acquisire questi valori.

I VALORI VEICOLO DELLA FELICITA’

Ma cosa fa felice l’uomo? Il possesso della fede, la consolazione del prossimo (la famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro…), l’eredità della terra (il frutto della terra, il lavoro, il sostentamento ed il benessere), la giustizia, la misericordia, la conoscenza di Dio e la pace. Il Signore sa cosa fa felice l’uomo, e se ne prende carico. Stranamente Lui è presente specialmente nel tempo del dolore e della prova: nell’ora della croce. E’ nel momento della stoltezza, della debolezza e del disprezzo che il cristiano è in special modo “segno di Dio nella storia dell’umanità”.

IL VALORE DELLA SOFFERENZA E DELLA DEBOLEZZA

Nel giorno della tua afflizione, quando hai fame e sete della giustizia, nel momento in cui non giudichi con malizia ma con la purezza di cuore, nell’ora della persecuzione per la tua fede: in quel momento sei segno di Dio nella storia dell’umanità. Sei segno di Dio nella storia dell’umanità: quando ti fai umile contro ogni superbia, quando sei mite nonostante gli altri ti chiamino al litigio, quando perdoni il male più grosso che ti hanno fatto, quando non solo preghi per la pace ma ti occupi di operare per essa, quando reggi a testa alta la persecuzione perché vivi il Vangelo di Gesù. Paradossalmente, proprio nella debolezza predicata dalle beatitudini, lì, c’è il segno della presenza di Dio nella storia dell’umanità; e tutto è riassunto nel segno della croce. Quest’ultimo è la prova che Dio si prende carico delle nostre debolezze, addirittura dei nostri peccati.

E noi ci prendiamo carico degli altri? La comunità ecclesiale si prende carico dei beati? Se non è la Chiesa la comunità delle beatitudini, dove trovare: solidarietà, tolleranza, perdono e pace?

Non ci si impappina la lingua quando nelle nostre Chiese leggiamo beati i poveri e poi quando sul territorio li incrociamo ce ne freghiamo? Non ci vergogniamo a proclamare beati gli afflitti quando poi se ci troviamo nel disagio ce la prendiamo con gli altri e con Dio?  Come ci sentiamo dentro quando diciamo beati i miti e nei nostri rapporti regna la schizofrenia, l’ira e la prepotenza? Ci sforziamo a vivere la legalità perché sono beati coloro che hanno fame e sete della giustizia? Come ci sentiamo davanti alla preghiera e al sacramento del perdono di Dio quando poi non cerchiamo di comprendere chi ha peccato contro di noi?

 

IL VALORE DELLA CULTURA DELLA MISERICORDIA

Oppure proclamiamo: beati i misericordiosi!? Cosa significa pregare per la pace, se poi non operiamo per la pace: nel nostro territorio, nella nostra parrocchia, nelle nostre famiglie e addirittura nei nostri cuori? Ma come facciamo ad ascoltare beati i perseguitati a causa del Vangelo se la nostra religiosità spesso vive di recriminazioni e ancor peggio di vendetta? Non si cambia il mondo e le persone con la violenza, con la forzatura, con le nostre pedagogie anche pensate e ragionate: quanto tornare invece al Vangelo come LA CURA della nostra umanità. Il valore del martirio, della persecuzione è ancora una valore valido? La morte di tanti cristiani che in alcune terre non abiurano la fede e si lasciano uccidere: che valore hanno? Cosa ci insegnano? Le nostre comunità cristiane, almeno quelle più antiche, sono nate dal martirio di molti uccisi per portare avanti la fede. Il cristiano martire che subisce per il Vangelo della Verità, è la cura per dare all’umanità un senso sicuro di continuità e una testimonianza autentica della venuta di Dio sulla terra.  

Le beatitudini ci fanno fare a tutti un esame di coscienza sull’essere cristiani, ci danno i Valori cristiani di pura umanità, di umanesimo pieno. Soffrire fino a morire per la Verità significa vivere in una libertà dove non si è ricattabili o ricettabili… vivere da beati è vivere liberi e liberamente uomini e donne del Vangelo, della buona notizia che è l’amore, l’amore vero! L’amore onesto, autentico e integrale.

 

Maria, donna di tutte le beatitudini, ci protegga, ci consoli e ci accompagni nel nostro cammino. Amen.

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