C’era una volta …. un po di Storia …..

 

 

CHIESA 1

(A SINISTRA) CHIESA DI SAN TOMMASO APOSTOLO NEL 1966

ruini luglio 2004

UN PO DI STORIA DELLA NOSTRA PARROCCHIA, DAL GIORNALINO DELLA PARROCCHIA IN OCCASIONE DEL 40° ANNIVERSARIO DELLA ISTITUZIONE

 

CAMMINARE con…..

La Parrocchia di S. Tommaso Apostolo all’Infernetto oggi …..

LA STORIA DELLA COSTITUZIONE DELLA PARROCCHIA

Non si può dire, che non stoni l’accostamento del Santo con il nome del quartiere che deriva dalla circostanza che, come recita la scheda del XIII Municipio sul proprio sito internet, “in passato, prima della bonifica delle paludi, esistevano in questa zona sporadici insediamenti abitativi, costituiti da gruppi di capanne di legno e frasche, utilizzate nella stagione invernale da boscaioli, cacciatori e soprattutto da carbonai. Gran parte del fabbisogno di carbone, che a quei tempi costituiva una delle maggiori fonti di energia, veniva infatti soddisfatto da un numero non trascurabile di carbonaie attivate in quell’area per la disponibilità della legna e dell’acqua necessarie.Le carbonaie, ricordiamo, venivano realizzate formando una catasta di legna di circa tre metri d’altezza, che veniva poi coperta con uno strato di terra di trenta, quaranta centimetri. La catasta terminava con un foro in cui veniva inserito un tubo che aveva la funzione di camino sfiatatoio. La combustione era rallentata da continue irrorazioni d’acqua ed il processo di produzione di carbone durava circa otto giorni. Si tramanda che il nome Infernetto sia stato dato a questa zona proprio per i fumi delle carbonaie che si potevano vedere da tutta la città.”

Ma nel 1964, quando venne costituita la Parrocchia, evidentemente quella dissonanza dava fastidio e nella bolla di costituzione firmata dal Cardinale Micara, Vicario Generale della Diocesi diRoma,

(era Pontefice Paolo VI ma già Giovanni XXIII si era preoccupato di istituire una Parrocchia nella zona, nel territorio così periferico, tanto rispetto a Roma quanto rispetto a Ostia) figurava come denominazione del territorio, “Castel Fusano”, forse un po’ impropriamente. Nel momento in cui scriviamo c’è un’intenzione in fieri di raccogliere un numero di firme sufficiente per dare un’altra denominazione al quartiere, preferibilmente “Castel Porziano” essendo il viale omonimo l’asse portante di tutta la zona.

La circostanza della costituzione ce la siamo fatta raccontare da don Mellito Papi che fu il primo Parroco designato, un po’ “obtorto collo”, dal predetto Card. Micara e si trovò a fare da parroco in una landa desolata.

 

L’Infernetto (o Castelfusano) avrebbe potuto non essere una landa desolata se soltanto fosse andato in porto il progetto che nel 1888 firmarono il cav. Carocci,l’ing. Prof. Muratori e il dott. Siciliani per la costruzione di una ferrovia che collegasse Roma Ostiense alla zona dell’antica città di Laurento, con un percorso che, dopo aver affiancato la via Ostiense piegasse a sud est all’altezza di Malafede e facesse una fermata all’Infernetto (quindi il toponimo era già in uso) per terminare a Laurento. Questa era l’antica città del Lazio, forse il luogo dove sbarcò Enea e dove prese in moglie Lavinia, figlia del re del Lazio di allora. Gli scavi dovrebbero aver trovato il luogo fra la “cosiddetta” villa di Plinio, all’interno della pineta di Castel Fusano, e la tenuta di Castel Porziano. L’intento della suddetta ferrovia era proprio quello di valorizzare il sito archeologico e fornire poi una linea di trasporto anche per la tenuta reale di Castel Porziano.

Veramente, già dagli anni precedenti (il terreno per la Parrocchia era stato acquistato nel 1954 dalla Pontificia Opera per la Preservazione della Fede e la provvista di nuove chiese in Roma) veniva nella zona un frate francescano a dire messa ai pochissimi abitanti del momento (come ricorda Giuseppe Crispoldi, che era in loco da subito dopo la guerra, dal 1949) pur in una superficie enorme  perché,oltre all’Infernetto, la costituenda Parrocchia comprendeva anche Casal Palocco e l’attuale AXA.  Infatti don Mellito, che aveva cominciato a “presidiare” la parrocchia già dal 1962, inviato dal suo Ordine, essendo monaco benedettino, doveva coprire tutto quel territorio officiando a Casal Palocco, in una baracca nel terreno ove adesso insiste S. Timoteo ed in un’altra cappella dov’è ora S. Tommaso. La chiesa vera e propria di S. Tommaso, come ricorda ancora Giuseppe, era già cominciata ad essere costruita dal 1955, con diverse traversie, data la provvisorietà dei manufatti; addirittura alcune nevicate dell’inverno 1955-56 fecero cadere parte delle pareti in costruzione con la vecchia tecnica a sacco. La prima costruzione della chiesa aveva il tetto a capriate in legno, più tardi sostituito dall’attuale copertura. Poi, con la crescita del comprensorio di Casal Palocco, la Parrocchia di S.Tommaso si ridusse al solo Infernetto essendo stata costituita S. Timoteo. Comunque sembra che le difficoltà logistiche dell’esercitare in questa Parrocchia abbia fortificato la fibra dell’anziano Parroco don Mellito che oggi, nella sua quiete pensionistica, può vantare un record di 91 anni.

I fatti su citati li ricorda anche Antonio Toppi, oggi 81enne, che in quegli anni, ancor prima che arrivasse don Mellito, faceva il sorvegliante di alcuni fabbricati o baracche appartenenti alle tenute agricole della zona. Che era peraltro quasi completamente disabitata e priva di servizi,(l’energia elettrica, dice Giuseppe, arrivò nel 1965, l’acqua dell’ACEA addirittura nel 1980) non essendoci più nemmeno i carbonai che le avevano lasciato l’eredità di quel nome singolare. Anche Mirella Lucarini, che da anni segue i ragazzi della Parrocchia come catechista, ricorda quando, sposina giovanissima si trovò tutt’ad un tratto a fare la pioniera in zona spesso anche nell’impossibilità di frequentare la Chiesa che, nei primi tempi, era sovente chiusa per gli spostamenti obbligati di don Mellito.

 

La Chiesa di S.Tommaso Apostolo nel 1964

 

Il testo della Bolla di erezione della Parrocchia di San Tommaso Apostolo:  

          CLEMENTE, per misericordia divina, vescovo di Velletri di S.R.E. Cardinale MICARA di S.S. Signore nostro Papa, Vicario generale, Giudice ordinario di Santa Romana Curia e del suo distretto. 

              Il nostro santissimo Paolo, per Divina Provvidenza Papa VI, stabilito di erigere una nuova Parrocchia nel territorio suburbano detto “CastelFusano” per provvedere efficacemente alla cura delle anime quivi residenti, non esistendo nulla in contrario, che si provveda alla erezione della medesima chiesa parrocchiale. La Pontificia Opera per la preservazione della Fede ha infatti pensato a costruire nella detta località un tempio con adatta abitazione parrocchiale. Ottenuta pertanto speciale facoltà dal medesimo Ss.mo Signore Nostro,avuto il consenso di chi potrebbe avanzare diritti,come le parrocchie di Regina Pacis al Lido d’Ostia e di S.Giorgio Martire, località Palocco(Villaggio Giuliano), dalle quali viene distaccato il territorio con decreto da definirsi per costituire una nuova parrocchia dedicata a S.TOMMASO APOSTOLO,che affidiamo ai sacerdoti della Congregazjone Silvestrina O.S.B. alle dipendenze della Santa Sede Apostolica.A questa parrocchia e ai suoi ministri pro tempore vengono concessi gli stessi diritti e privilegi di cui godono tutte le parrocchie dell’Urbe e i rettori delle medesime  A questi imponiamo le obbligazioni e i doveri di tutte le altre chiese. Viene imposto un particolare obbligo che il parroco abbia almeno due collaboratori, i quali siano di valido aiuto al parroco nelle attività parrocchiali.Per le spese della nuova parrocchia, del parroco e collaboratori sarà assegnata la “congrua” secondo l’usanza.Viene stabilito poi che questa nuova parrocchia appartenga alla XV Prefettura.

          Datum Romae,Vicariati Sede die 19 Februarii 1964                                                   Cardinale Clemente MICARA

 

I PARROCI SUCCESSIVI

 A don Mellito, nel 1976, successe don Romano Esposito, parroco fino al 1984 quando lasciò il posto al quasi omonimo don Romano Avvantaggiato che rimase in parrocchia fino al 1987. E allora venne don Plinio Poncina che è rimasto per quasi sedici anni riuscendo ad imprimere un nuovo volto alla Parrocchia, sia dal punto di vista spirituale sia da quello organizzativo; molte cose sono sorte con lui per il suo proverbiale e rinomato appoggio dalla Divina Provvidenza, nell’intraprendere iniziative che avrebbero fatto tremare le vene e i polsi a chiunque non fosse dotato da una incrollabile fede, appunto, nell’aiuto divino. E un po’ anche in quello dei parrocchiani perché quando, a metà anni ’90, si mise in testa di costruire l’Oratorio, uno strumento necessario per la vita della Parrocchia, già in notevole sviluppo, furono i Parrocchiani che mese per mese, alcuni anche con impegni calendarizzati, riuscirono a coprire le spese per il completamento dell’opera. 

 

LA VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II

“Non ci credeva nessuno – dice ancora Mirella Lucarini – salvo, ovviamente don Plinio, che il Papa sarebbe venuto a trovare la Parrocchia così periferica anche rispetto alla periferia romana. E, invece, dopo mesi di preparativi in cui i parrocchiani si erano scatenati per rendere la chiesetta più bella possibile, il 3 dicembre 1989 il Papa Giovanni Paolo II è venuto davvero, passando una domenica pomeriggio con noi, accolto dal Cardinale Vicario Ugo Poletti, dal Vescovo Ausiliare del settore Sud, Clemente Riva oltre che dall’ospite, il Parroco don Plinio. Andò tutto benissimo, a parte una tramontana gelida che fece dire al Santo Padre che la visita successiva sarebbe stato meglio organizzarla d’estate”. L’Osservatore Romano pubblicò poi, come di costume per le visite pastorali del Papa, un

supplemento speciale con il resoconto della visita in cui, vogliamo registrare l’annotazione curiosa, la zona di riferimento

viene sempre indicata coma Castel Fusano. (D’altro canto anche al Catasto, sull’atto d’acquisto del terreno, era precisata la zona come Castelfusano, Macchia del Guerrino – vocabolo Infernetto). Un evento da ricordare nell’occasione fu il matrimonio celebrato dal Papa per otto coppie che già erano unite con il matrimonio civile e che nell’occasione regolarizzarono la loro posizione nel seno della Chiesa. Rivolgendosi ai parrocchiani il Papa si riferì ai tempi di quando “ ero vice parroco, più giovane del vostro parroco attuale. Nella parrocchia in cui mi trovavo ho imparato che la parte migliore della parrocchia sono sempre i confini, quanti vivono più lontani dal centro…Vi auguro una buona visita del Papa…Cosa vuol dire buona visita? Vuol dire incontrarsi, sentirsi vicini, sentirsi amici. Ma questo, nella Chiesa, vuol dire sempre incontrarsi con Cristo…”

Anche le dimensioni della chiesa furono oggetto di attenzione del Papa che disse “ho trovato una piccola chiesa … e ho trovato i cuori aperti e molto vasti, molto abbondanti delle diverse esperienze, dei sentimenti, dei diversi desideri del bene”… e rivolgendosi ai bambini concluse “ Auguro a tutti i parrocchiani, e specialmente a voi piccoli, questo dono, il dono di un cuore ricco”.

Nell’omelia dell’Eucaristia il Papa aveva detto, in particolare: < molti…, che pure si professano cristiani,vivono in una sorta di torpore e nella mediocrità. Spesso la loro vita morale è in contrasto con la fede, che pure dicono di avere; non pochi limitano la loro appartenenza a Cristo e alla Chiesa ad una pratica religiosa saltuaria, fatta solo di appuntamenti religiosi di circostanza; rifuggono da precise responsabilità, accontentandosi di delegare ad altri la missione evangelizzatrice propria di ciascun membro attivo della comunità ecclesiale. A tutti costoro voglio ripetere l’appello che S. Paolo rivolgeva ai primi fedeli della Chiesa di Roma…”Fratelli, è ormai tempo di svegliarsi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce (Rm 13, 11-12)>

 L’Oratorio

Nel 1992/93 si cominciò a progettare, da parte dell’ing. Giorgio Cortesi, un “edificio religioso per attività, incontro, riunione e sede di comunità religiosa”, quello, cioè, che è il nostro attuale Oratorio ma l’iniziativa dovette attendere un bel po’ prima di vedere l’avvio; problemi di carattere burocratico, di concessioni edilizie in quegli anni piuttosto difficili, ma, finalmente, con alcune piccole modifiche apportate dall’ing. Lionello Lupi, il lavoro ebbe l’autorizzazione nel 1997 e nel corso del1998 divenne agibile. E’ diventato quindi l’unico punto di riferimento del quartiere per l’aggregazione e la crescita spirituale di ragazzi, giovani e meno giovani, il punto dove la vita parrocchiale vede il suo quotidiano sviluppo per iniziative comuni ed attività portate avanti con spirito ecumenico.

 

La nuova chiesa di S. Maria dei Pellegrini e S. Aristide

Anche se, rispetto all’epoca della costituzione, il territorio della Parrocchia si era molto ridotto, per far nascere le Parrocchie di S. Timoteo e S. Melania Juniore nonché, sulla carta, anche quella di S. Guglielmo, in quanto a superficie resta uno dei territori più estesi della Diocesi di Roma; non bastasse questo negli ultimi anni il quartiere Infernetto è stato portato a quadruplicare – se basta – le proprie anime passando da circa 4.000 residenti a circa ventimila. Allora verso la fine degli anni ’80, oltre all’impresa dell’Oratorio, don Plinio trovò il modo di accollarsi un altro compito, non certo tra i più leggeri; e, nell’area dove già da anni funzionava la “Chiesa all’aperto”, che molti romani nelle serate estive avevano scoperto per ascoltare la Messa al ritorno dal mare e molte coppie avevano scelto per la celebrazione del matrimonio nei periodi di bel tempo, cominciò la costruzione della nuova chiesetta. Che doveva essere qualcosa di poco più di una semplice cappella, che riparasse i fedeli dalle sorprese meteorologiche, ma poi, come ci disse Franco D’Avello, architetto e parrocchiano, che è stato il progettista ed il direttore dei lavori “dalla iniziale cappella si è mano a mano maturata l’idea che avesse poi, in considerazione dell’Anno Santo che era alle porte, anche una piccola struttura ricettiva per ospitare pellegrini. Così si è pensato all’intitolazione a S. Maria dei Pellegrini, aggiungendo un corpo al fabbricato con quattro camere con servizi autonomi ed un locale cucina-refettorio in comune, con la possibilità perciò di ospitare, al piano superiore, anche quattro famiglie. Nel piano terra, oltre alla chiesa, ci sono la sagrestia, l’ufficio parrocchiale ed altri ambienti accessori. La caratteristica della costruzione è quella soprattutto di sposarsi bene con l’ambiente, con semplicità e razionalità, che non impedisce però al complesso la sua necessaria ispirazione allo spirituale. Per questo gli interni sono stati disegnati dall’arch. Miccò che ha anche dato indicazioni sull’utilizzo di materiali più appropriati per un luogo di culto contemporaneamente moderno e tradizionale.” La chiesetta è stata poi codedicata a S. Aristide che fu una figura molto importante al tempo dei primi cristiani; ebbe il coraggio di inviare una lettera all’imperatore Antonino Pio in difesa dei cristiani, che in quel periodo, 140 d.C., erano  perseguitati e mandati al martirio,che poi subì lo stesso Aristide; che per questo è stato inserito nel gruppo degli Apologeti o Apologisti.

 

Il pellegrinaggio in Terra Santa

Nel novembre 1996 un gruppo di parrocchiani, guidato da don Plinio, partecipò al pellegrinaggio diocesano in Terra Santa dove i momenti rimasti più impressi furono l’Eucaristia celebrata dal Card. Ruini nel deserto, il rinnovo delle promesse battesimali sul Giordano, l’incontro con il Patriarca di Gerusalemme e tutte le celebrazioni sui luoghi della Nascita e la Morte di Gesù.                       

Il rinnovo del battesimo al Giordano dei parrocchiani con don Plinio

 I MISSIONARI DELLA PARROCCHIA 

Abbiamo di che essere lieti per l’opera che, partendo dalla nostra Parrocchia, alcune persone eccezionali svolgono con espressioni di carità portate a livelli eccelsi, come quelle descritte nei resoconti apparsi sui giornalini parrocchiali degli anni passati e tuttora in essere.

 dal giornalino parrocchiale n.2 – dic.2001

UNA PARROCCHIANA DI S.TOMMASO E’ LA DONNA DELL’ANNO 2001

La dottoressa Chiara Castellani, missionaria laica, ginecologa, trascorre la sua vita in Congo, tra infinite difficoltà, anche fisiche, per aiutare le donne che in quel tipo di società sono maltrattate e considerate alla stregua di oggetto.

La giuria del Premio internazionale “Donna dell’anno”, promosso dalla Regione Valle d’ Aosta sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica, dopo aver selezionato tre finaliste su 22 candidate, ha riconosciuto la dottoressa Castellani la più meritevole.

Noi l’abbiamo vista anche di recente partecipare alle messe parrocchiali ed intervenire per chiedere tutti i possibili aiuti per la sua insostituibile attività. II quotidiano “Avvenire” del 5 dicembre, nel dare notizia del premio, fa anche una breve storia della vita di Chiara: ” a sette anni decisi di fare il medico per aiutare i  poveri ” e, quella che poteva sembrare una fantasia di bambina, si rivelò invece un programma di vita. La laurea conseguita con il massimo dei voti presso I ‘Università Cattolica di  Roma, con specializzazione in ginecologia, viene utilizzata, quando lascia la fami-

glia e parte per il Nicaragua a 27 anni,  per aiutare le donne bisognose nelle zone di guerra di quel

paese centroamericano e le lettere che inviava in Italia da quell ‘ esperienza sono state raccolte in un volume, “Carissimi tutti”, pieno di episodi affrontati con mezzi sempre limitati.

Nell’89, rientrata in Italia, può lavorare con le Nazioni Unite, proprio per le competenze acquisite, ma preferisce andare fra la gente, fra la povera gente del Congo dove affronta anche una personale tragica esperienza, la perdita del braccio destro in seguito ad un incidente stradale; per una ginecologa sembrerebbe una menomazione determinante, invece lei non lascia, impara a muoversi con la sinistra e prosegue il lavoro in una zona grande come un quarto dell’Italia, e di cui è responsabile, dove le incubatrici per i piccoli prematuri sono costituite da semplici coperte.

Prima di questo premio aveva già avuto importantissimi riconoscimenti che a lei occorrono soprattutto per poter rappresentare le difficoltà che si incontrano in zone ove la gente è sottoposta a guerre che non vuole e dove la guerra stessa annulla i possibili stanziamenti per la sanità, dando la precedenza a spese militari o per interessi particolari. Il Presidente della Repubblica l’aveva nominata “Alto Ufficiale della Repubblica” per i suoi più che notevoli meriti all ‘ estero. (G.)

 

dal giornalino parrocchiale n.4 – Marzo 2002

Da S. Tommaso, missionari laici in Costa d’Avorio

Forse non tutti sanno che la nostra Parrocchia ha anche dei propri missionari: Si, una coppia di nostri fratelli, Evaristo e Marina, è partita da alcuni giorni per la Costa D’Avorio.

Una famiglia come tante altre, due figli e molti nipoti, con alle spalle la scelta del Cammino Neo- catecumenale; Una famiglia come tante altre, ma che ha messo Dio al primo posto. Hanno sentito la chiamata ed hanno risposto: SI! Hanno risposto si, senza curarsi del dopo, senza costruire un program- ma di vita per il futuro e sul quale fare affidamento. Non hanno programmato le sicurezze del domani: hanno risposto semplicemente: si.

Evaristo, ben conosciuto nell’ambito parrocchiale, è una persona che ha sempre lavorato senza troppo preoccuparsi del suo cuore malandato, senza risparmiarsi impegni e fatiche. Marina, professoressa di lettere, un carattere riservato ma gioviale, anche lei ben apprezzata in Parrocchia, ottima disegnatrice e pittrice. Ebbene, questi due nostri fratelli, ormai non più giovanissimi, hanno deciso di recarsi in un Paese sconosciuto, affrontando non solo un viaggio aereo non proprio esaltante, ma anche un viaggio di oltre 600 chilometri in autobus su strade che non certo ricordano la levigatezza del bigliardo, per giungere alla destinazione loro assegnata.Certo, non molti di noi avrebbero fatto questa scelta non scevra di pericoli. Evaristo e Marina sono andati scientemente incontro a disagi reali, al caldo, all’ acqua non sempre potabile, alle zanzare ed agli altri insetti non sempre gradevoli, all’ accoglienza a volte ostile di quanti li possono considerare intrusi.  Ma loro sono partiti fidando nell’ aiuto del Signore che, noi ci auguriamo e preghiamo, rimanga sempre loro accanto soprattutto nei momenti di nostalgia, di difficoltà o di pericolo.

Evaristo e Marina, una coppia cristiana che ha abbandonato la propria famiglia e la propria casa, che ha abbandonato le proprie sicurezze per mettere Dio al primo posto.

 Enzo Pizzo

Il parroco DON ANTONIO

Ad Agosto 2002 è arrivato don Antonio d’Errico, giovane di 36 anni, con esperienza di vice parroco ad Ostia. La consegna ufficiale della Parrocchia gli è stata fatta il 29 settembre successivo, da un Vescovo nominato da pochissimo, quasi proprio per l’occasione, Mons. Paolo Schiavon che fece così la sua prima uscita ufficiale nel Settore Sud di sua competenza. Di solito a Roma, a fine settembre, l’aria è mite e si comincia a sentire un fresco refrigerio dopo  la calura estiva  ma quel pomeriggio venne un freddo di tramontana per il quale chi non s’era cambiato d’abito e non ancora smesso quelli estivi dovette “battere le brocchette”, qualcuno disse che era lo stesso freddo di quando era venuto il Papa tredici anni prima. Ma l’accoglienza fu calda lo stesso, il piazzale dell’Oratorio era gremito, erano presenti anche i giovani della Parrocchia appena lasciata che venivano a salutare il loro Padre spirituale. Il messaggio che don Antonio indirizzò ai suoi nuovi parrocchiani era che <questo è anche il tempo di respirare tutto il bene che il mio predecessore, don Plinio, ha saputo mettere e operare fra voi… ora è il tempo di investire tutto quel tesoro di “bene” che don Plinio a larghe mani vi ha donato e questo esclusivamente per la crescita e la vita di questa comunità parrocchiale…Non ho grandi programmi pastorali ora da sottoporvi …semplicemente perché il programma già c’è ed è Cristo! Tutto ciò che sarà possibile fare per conoscerlo ed amarlo di più sarà certamente mio interesse proporlo a voi…>

 

Il pellegrinaggio a S. Giovanni Rotondo

E’ stato suggestivo e raccolto, pur nella completa letizia di una comunità che trascorreva due giorni completi in inconsueta compagnia, l pellegrinaggio parrocchiale – circa 90 persone con don Antonio e don Umberto come accompagnatori – sulla tomba di S. Pio da Petrelcina e alla Basilica di S. Michele Arcangelo. Al ritorno si è trovato anche il tempo per una veloce visita alla Chiesa del Miracolo Eucaristico a Lanciano.

I parrocchiani in pellegrinaggio a S.Giovanni Rotondo

Festa grande per il Santo Patrono 

Il 5 e il 6 luglio 2003 è stata realizzata per la prima volta una grande festa del quartiere, presso la Parrocchia e nel piazzale dell’Oratorio, ed i residenti si sono riuniti, dopo la messa vespertina delle 19, il sabato 5 con un intrattenimento gastronomico e con una “serata insieme”, con canti, balli, scenette  teatrali, poesie ed altro e la domenica 6, oltre alla processione presieduta dal Vescovo, mons. Paolo Schiavon, con tanto di banda musicale, per godere uno spettacolo teatrale con la Maschera di Napoli “stasera pazziamm cu’e stelle e cu…”. La festa si è conclusa con una davvero inconsueta parata di fuochi pirotecnici.  

I vice Parroci  

Don Umberto Sapia

Don Riccardo Pirela 

………………………………

 

Le attività della Parrocchia oggi  (2004)  

Il Gruppo scout

E’ uno dei Gruppi più anziani della Parrocchia, formatosi da quel ramo degli scout che preferisce dedicare le proprie attività, invece che al bosco, come fa la maggior parte dei gruppi scout, al mare o all’acqua in genere, tant’è vero che la sua base effettiva è presso un lago. Nell’ultimo periodo la partecipazione al gruppo risentiva molto dell’invecchiamento della popolazione dell’Infernetto ma il recentissimo boom edilizio – anche un po’ esagerato – ha fatto rinfoltire i ranghi con le nuove leve delle famiglie più giovani che stanno ripopolando il quartiere.

Il Gruppo Pi greco

I Gruppi  Pi-Greco sono sorti in seno alla Chiesa alla fine degli anni ottanta per iniziativa di Mons. Lorenzo Minuti, presidente Regionale del  G.R.I.S., con lo scopo dichiarato di impegnarsi nella ricerca, studio e informazione sulle “Sette e Nuovi Movimenti Religiosi Alternativi” (NMRA). Nell’ambito dei  Gruppi  Pi-Greco, la parola “setta”  viene  usata nel senso etimologico del termine e non intende assolutamente avere valenza negativa o denigratoria.

L’identificazione di questi  Gruppi  col  Pi-Greco, ( п ),  trae origine da un versetto che l’ apostolo Paolo ha scritto nella sua lettera ai Colossesi (Cap. 3, vers. 14):  “E al di sopra di tutto vi sia la carità che è il vincolo della perfezione”,  versetto che è diventato il motto, ma anche il programma del  ‘modus operandi’  dei Gruppi Pi-Greco.

La  ricerca  viene effettuata attingendo  direttamente  ai documenti ufficiali di ciascuna setta o movimento religioso; lo  studio  parte da un’accurata analisi biblica, propedeutica alla ricerca ed alla identificazione di eventuali discordanze o manipolazioni ai danni della Bibbia, della Storia e dei testi eventualmente citati in maniera scorretta dai singoli movimenti studiati. Vengono altresì studiate a scopo conoscitivo,  anche le   “Grandi Religioni”   oltre il Cristianesimo onde poter determinare le origini dei vari movimenti derivati o scismatici; l’informazione  viene poi effettuata sia a livello Parrocchiale, sia a livello individuale, presso famiglie, scuole, luoghi di lavoro o, comunque, di ritrovo e dovunque gli  Operatori Pi-Greco vengano accolti. I Gruppi Pi-Greco funzionano anche come  ‘Centri di accoglienza’  per quanti siano usciti da una qualunque setta, aiutandoli a reinserirsi in un ambiente fraternamente accogliente, senza che nulla si pretenda da loro e sono sempre disponibili,  in qualunque momento ed occasione, per inviare operatori preparati ovunque venga richiesta la loro presenza. In particolare i  Gruppi Pi-Greco  di Roma organizzano incontri con esponenti ed esperti delle varie realtà religiose o delle nuove religioni o nuovi culti; organizzano conferenze nelle Parrocchie e in altri luoghi accoglienti, ecc. Attualmente, tra l’altro, collaborano, in Radio Maria, alla trasmissione  “I  TESTIMONI  DI  GEOVA”  a cura di Mons..Lorenzo Minuti, nella quale dimostrano  documentatamente,  pur nel massimo rispetto delle persone, le  discordanze riscontrabili nelle pubblicazioni della società Torre di Guardia. I Gruppi Pi-Greco di Roma si riuniscono tutti i giovedì alle ore 16,00 presso la Parrocchia Stella Maris di Ostia e tutti i venerdì, alle ore 17, presso la Parrocchia di S. Tommaso Apostolo:  agli incontri tutti possono partecipare.

Enzo Pizzo 

Il Centro d’ascolto

E’ l’espressione dell’accoglienza della Parrocchia verso tutti i tipi di disagio – economici, psicologici, sociali – nei quali possano trovarsi parrocchiani e non, esercitata in primo luogo dal Parroco , quindi dai suoi collaboratori religiosi e laici.

 La CARITAS parrocchiale

Oltre l’assistenza suddetta per il disagio personale la Parrocchia si appoggia alle strutture della Caritas diocesana per quanto riguarda il collegamento con gli indirizzi diocesani, per la formazione dei volontari e per la ricerca di reti di solidarietà. Per l’assistenza a chi necessita anche di rifornimento alimentare la Parrocchia utilizza fra l’altro le strutture del Banco Alimentare che è una fondazione non-profit nata più di 10 anni fa dall’intuizione di Danilo Fossati, allora presidente della STAR, nota azienda del settore alimentare, e di Monsignor Luigi Giussani, fondatore del movimento Comunione e Liberazione. Uno degli appuntamenti più importanti per il Banco è la Giornata nazionale della “Colletta alimentare” promossa annualmente d’accordo con le catene della grande distribuzione per la raccolta da privati, mentre vanno a fare la spesa dal loro solito supermercato, di qualche prodotto acquistato ad hoc per riempire il sacchetto della solidarietà.Il Centro d’ascolto e la struttura Caritas sono operativi il venerdì, dalle 17 alle 19 presso l’Oratorio. 

La corale polifonica

Era nata nel 1990 su suggerimento estemporaneo del mite don Nicolino, ospite saltuario della nostra Parrocchia, ma ad un primo entusiasta inizio con 7 giovani e due o tre anziani, seguì un subitaneo abbandono specie da parte dei giovani. Poi don Plinio trovò in un bravissimo insegnante rumeno la persona che riuscì ad attirare consensi alla corale che diventò di composizione più numerosa e costante. Seguirono anche impegni concertistici, prima timidi, poi più convinti, all’esterno della Parrocchia, il primo fu nella Parrocchia Regina Pacis di Ostia, fino ad arrivare all’exploit dell’Anno Santo quando, sotto le feste di Natale, la corale di S. Tommaso era impegnata ad accogliere passeggeri delle diverse linee aeree all’Aeroporto di Fiumicino con canti, appunto, natalizi. Poi, sotto la guida di maestri nel tempo diversi (fino ad arrivare all’attuale, giovane ed entusiasta, Federico) la corale, pur se con qualche temporanea carenza nelle varie “voci”, ha perfezionato il proprio repertorio per accompagnare i riti liturgici in Parrocchia. Per quanto riguarda l’esterno, oltre a periodici concerti per eventi diversi, la corale si è simpaticamente esibita per allietare gli anziani ospiti della Fondazione A. Sordi a Trigoria.

Il “Cammino” dei Neocatecumeni

Ci sono quattro comunità di catecumeni in Parrocchia che seguono l’itinerario di formazione cattolica, valida per la società e i tempi moderni, come fu definito da Giovanni Paolo II il Cammino Neocatecumenale. Ciascuna nella tappa propria del suo tempo di cammino, celebrano ogni settimana una liturgia della parola, l’Eucaristia e, una volta al mese, una giornata di convivenza e di preghiera.

Il Gruppo Mariano

Ogni primo sabato del mese il Gruppo partecipa all’Adorazione Eucaristica, provvede all’animazione della Via Crucis nelle apposite ricorrenze, proseguendo nel “pellegrinaggio” di formazione spirituale iniziato nel 1997 nei santuari dedicati a Maria Santissima. Ora, appoggiandosi alla Parrocchia di S. Tommaso, la comunità si prefigge di “amare e glorificare” la Santissima Eucaristia” nell’adorazione assidua di Cristo e nell’unione sprituale con la Vergine Maria.

 

Le altre attività:

– I Catechisti

– Il Gruppo G i o v a n i

– Il Gruppo GESU’ RISORTO

– L’adozione dei Bambini della

Birmania

– Le Suore

– La Banca del Sangue

 

Ricerche, interviste e testi di don Umberto, Guglielmo e Marcello 

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