19. ottobre, 2017News, Senza categoria No comments
article-image

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 22 OTTOBRE 2017 – XXIX DEL TEMPO ORDINARIO (A)

Vangelo  Mt 22,15-21

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

UNA TRAPPOLA UMANA: CONSENSO E DENARO, IL POTERE

Cogliere il fallo Gesù: questo i Farisei escogitano contro di Lui. Una trappola. Una trappola di cui sono vittime loro stessi, una trappola che coglie in fallo ogni uomo nella tentazione del potere; potere di ogni tipo e livello. Dal potere psicologico: fare del tutto affinché gli altri la pensino come me e facciano come io penso, al potere della coscienza che si vuole impossessare della mente degli altri, al potere personale che ci rende orgogliosi per ciò che riusciamo a vincere, al potere materiale, a quello dei soldi dove ogni “cosa” si può comprare… il potere! Il potere che tenta di fa cogliere in fallo il nostro prossimo o lo fa cadere anche quando non lo vogliamo. Il potere: pura illusione dell’uomo di ogni tempo che crede di possedere chissà chi o chissà cosa, ma di fatto possiede un vuoto esistenziale. Questi Farisei, amanti del gioco di potere, vogliono cogliere in fallo Gesù mettendolo in discussione proprio sul potere nella sua stessa definizione, mettersi contro o il consenso della folla o l’autorità romana. Ma Gesù non cade in trappola perché non vive la sua esperienza di Messia nell’orda del potere.

E’ lecito o no…? Dietro questa richiesta si cela una trappola interessante ed interessata nell’ordine umano: tra legge di stato e “legge divina”, di cui i Farisei erano attenti e puntiglio, nonostante pagavano il tributo a Cesare. Non c’è una legge divina. Gesù non risponde a questa questione ma neanche la elude perché non si pone a differenza la legge statale umana dalla volontà divina che riguarda altre cose… L’una non invade e, evidentemente non invada, il campo dell’altra… Il Cristianesimo non si riconosce come religione teocratica, né la società statale può mettersi al posto di Dio… Come vivo la parola “potere”?

CRISTO: TRASPARENZA E LEALTA’

Non ti curi di nessuno … non guardi in faccia nessuno: Gesù è riconosciuto come trasparente e leale. Parla con chiarezza davanti a tutti: non guarda in faccia nessuno, appunto. Un modo di dire anche oggi di chi le cose le dice chiaramente davanti ai diretti interessati per quel che sono. Dovremmo imparare da Cristo questa cultura della trasparenza e della lealtà: che poi è cultura della libertà! Chi è trasparente e leale non ha da temere nulla e, Gesù, dice la verità non guardando in faccia nessuno; ma Cristo trasparente e leale, come ha detto la Verità? Oggi c’è un equivoco: parlare in faccia è si sintomo di trasparenza e lealtà, ma troppo spesso il modo con cui si dice la Verità non è evangelico. Il fine non giustifica i mezzi! Gesù dice la Verità con trasparenza e lealtà: con la carità dell’uomo di Dio e con la saggezza del Dio fatto uomo. E noi, come diciamo la verità? Adoperiamo la carità e la saggezza per essere leali e trasparenti? Promuoviamo intorno a noi e in noi stessi una cultura della trasparenza, della lealtà e della onestà (che sono effetti della carità cristiana)?

LA CHIESA ESPERTA DI UMANITA’

SERVIZIO CONTRO L’INTERESSE PERSONALE

Rendete a Cesare quel che è di cesare e a Dio quel che è di Dio? Dio non compete con Cesare, né Cesare ha possibilità di competere con Dio…Ma questa frase chiarisce il fatto che a “Cesare”, alla società umana, possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo. La Chiesa non vive sotto una “campana di vetro” fregandosene della società, perché fregarsene della società sarebbe fregarsene dell’umanità. Alla Chiesa, a noi cristiani, c’è spesso richiesto aiuto… “Noi, quali “esperti in umanità… Noi sentiamo di fare Nostra la voce dei morti e dei vivi; dei morti, caduti nelle tremende guerre passate sognando la concordia e la pace del mondo; dei vivi, che a quelle hanno sopravvissuto portando nei cuori la condanna per coloro che tentassero rinnovarle; e di altri vivi ancora, che avanzano nuovi e fidenti, i giovani delle presenti generazioni, che sognano a buon diritto una migliore umanità. E facciamo Nostra la voce dei poveri, dei diseredati, dei sofferenti, degli anelanti alla giustizia, alla dignità della vita, alla libertà, al benessere e al progresso”1. Noi siamo impegnati nel migliorare la “città degli uomini” perché Dio si è fatto uomo. Come vivo il mio impegno di servire l’umanità nella promezio e dei valori umani in una società spesso disumanizzata?

Ma questo servizio del cristiano per l’umana società molte volte scade nel vacuo interesse personale, da quello ideologico ed appariscente a quello meramente pecuniale mascherato di volontariato e servizio sociale… Le nostre parrocchie spesso ne sono intrise; abbiamo spesso riempito le nostre sale di attività, ma svuotato i cuori… “Stringiamoci a Cristo e che sia la conoscenza e la sequela di Lui il cuore di ogni programma pastorale! Questo vuol dire che la comunità non si costruisce sull’efficienza della sua macchina organizzativa, non si riduce a spazio aggregativo per bambini e per anziani…”2, la parrocchia rimane no profit come il nostro servizio per la Chiesa e nella società umana! Quale profitto dal mio servizio nella società umana o nella Chiesa di Dio? Come vivo il valore fondamentale della gratuità?

IL PUNTO DI VISTA DI DIO: LA MERAVIGLIA

La risposta di Gesù li sorprende. Oltre l’alternativa posta da loro, c’è un’altra possibilità. La trappola, che hanno teso a Lui, è in realtà la trappola nella quale loro stessi si trovano. Il livello della risposta di Gesù è un altro ed era impensabile… Dio è al di sopra di tutto. La risposta di Gesù lascia senza parole perché fa della religione una fede che trascende l’ordine delle cose umane… Tutto avviene sotto lo sguardo di Dio, anche il potere di Cesare è sotto lo sguardo di Dio; ricordiamo la risposta di Gesù a Pilato durante il processo: non avresti nessun potere se non ti fosse stato dato dall’alto… Meraviglioso è l’annuncio che c’è dietro: l’uomo di fede vive nel mondo ma sa che Dio veglia su di lui, Dio veglia sul mondo: è Signore della vita e della morte – infatti il continuo di questo vangelo sarà il tema della resurrezione dai morti – è l’unico a cui dare ciò di cui ne è il vero destinatario: l’adorazione. I primi cristiani perseguitati pagavano il tributo a Cesare, ma non adoravano Cesare! Adorare – rendere culto, pregare, contemplare – è ciò che è dovuto a Dio e di cui nessuno ne è il destinatario nel mondo! Quanti idoli ancora abbiamo, dall’altra faccia della medaglia! Spesso ribaltiamo la questione: diamo a Dio un “tributo” e adoriamo “cesare” (qualcosa o qualcuno)… E’ Dio l’unico destinatario della mia adorazione (culto, preghiera, speranza, contemplazione)? Mi dà serenità il fatto che Dio sia al di sopra di tutto e di tutti e che: tutto avviene sotto il suo sguardo d’amore e di libertà?

1 Dal discorso di Paolo VI all’ONU, 4 Ottobre 1965.

2 Dal discorso del Vicario al termine del convegno diocesano 2017, citando Evangelii Gaudium di Papa Francesco.

 

Commenti Facebook
Comments

Nessun commento.

Solo utenti registrati possono commentare.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: