Il Cardinale TITOLARE

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Cardinale Pierre Nguyên Văn Nhon,

arcivescovo di Hà Nôi (Viêt Nam)

 

cardinale titolare di San Tommaso Apostolo

 

FOLLA

stemma

 

 

Pastore della capitale di uno dei Paesi asiatici di più antica e consistente presenza cattolica, il vietnamita Pierre Nguyên Văn Nhon è stato chiamato da Papa Francesco a far parte del Collegio cardinalizio a settantasei anni, essendo nato il 1° aprile 1938 a Đà Lat.

Battezzato il successivo 12 aprile, è cresciuto in una famiglia in cui — ha ricordato — «si andava a messa quasi tutti i giorni. Ci si comunicava. Si recitavano le preghiere della sera, e quelle prima e dopo i pasti». Entrato undicenne (1949-1958) nel seminario minore Saint Joseph di Saigon (oggi Than-Phô Hô Chí Minh, Hôchiminh Ville), ha poi frequentato il Pontificio collegio San Pio x a Đà Lat per gli studi filosofici e teologici (1958-1968).

Ordinato sacerdote il 21 dicembre 1967, nella cattedrale di Đà Lat, dal vescovo Simon-Hòa Nguyên-Văn-Hiên, ha insegnato nel seminario minore Simon-Hòa di Đà Lat per quattro anni (1968-1972). Divenuto rettore del seminario maggiore Minh-Hòa di Đà Lat (1972-1975), ha svolto un lungo ministero come parroco della cattedrale (1975-1991). Nel contempo ha anche ricoperto l’incarico di decano del decanato di Đà Lat e poi di vicario generale della diocesi dal 10 settembre 1975 al 23 marzo 1994. Intanto il 19 ottobre 1991 Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo coadiutore della diocesi. Come motto ha scelto: Illum oportet crescere, tratto dal Vangelo di Giovanni (3, 30).

Ordinato vescovo nella cattedrale di Đà Lat il 3 dicembre 1991 dal vescovo Barthélémy Nguyên-Son-Lâm, ha svolto il ministero di coadiutore fino al 23 marzo 1994, quando è succeduto al suo predecessore nel governo pastorale della diocesi di Đà Lat. Durante questo periodo in seno alla Conferenza episcopale vietnamita (Cevn) ha presieduto la commissione per i laici (1992-1995) e dopo aver partecipato al Sinodo dei vescovi per l’Asia (1998) — dove ha svolto un intervento dedicato al tema «Missione di amore e di servizio presso i poveri» — è stato vicesegretario generale della Cevn dal 1998 al 2001. Nel 2007 ne è stato eletto presidente per due mandati (fino al 2013), distinguendosi per la sollecitudine pastorale dimostrata davanti ai cambiamenti della società vietnamita provocati da una recessione economica che ha spopolato le campagne, ammassando nelle periferie urbane gli ex contadini, tra i quali diversi cristiani. E quando alla fine del 2007, dopo anni di relativi progressi, i rapporti tra autorità civili e alcuni settori della Chiesa locale si sono fatti tesi, ha scelto sempre la linea del dialogo.

Promosso coadiutore dell’arcivescovo di Hà Nôi il 22 aprile 2010, pochi giorni dopo, il 13 maggio, è succeduto a monsignor Joseph Ngô Quang Kiêt, il quale ha rinunciato al governo pastorale. E negli anni trascorsi alla guida dell’arcidiocesi della capitale ha continuato a impostare il suo ministero sulla ricerca del dialogo attraverso la semina quotidiana del Vangelo, pur non mancando di denunciare ingiustizie e prevaricazioni ai danni delle comunità cattoliche.

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LETTERA DI RINGRAZIAMENTO

 

Rev.mo Don Antonio D’ERRICO

Parrocchia San Tommaso Apostolo

Via L. Liviabella 70 – 00124 Roma, Italia.

Hanoi, 15° aprile 2015

Reverendissimo Don Antonio,

Prima di tutto, vorrei inviare i miei ringraziamenti sinceri a Lei e alla Sua comunità parrocchiale per tutti gli auguri e le espressioni di vicinanza spirituale che mi sono giunte in occasione della Santa Pasqua.

A voi tutti, rivolgerei in cambio i miei più fervidi auguri di ogni bene e pace del Signore Risorto. La gioia del Signore Risorto sia di auspicio per una nuova vita di grazia e serenità.

Due mesi fa, mi dispiace di non aver potuto venire alla parrocchia per ringraziare della vostra presenza cara e affettuosa in occasione del Concistoro Ordinario in cui Papa Francesco mi ha nominato come il cardinale titolare di San Tommaso Apostolo (15 febbraio 2015), ma vi assicuro un permanente ricordo nella mia preghiera. Vi prometterò anche di venire a trovarvi al più presto possibile.

Vorrei inviarvi inoltre la mia medaglia cardinale e l’atto della nomina a cardinale col titolo di San Tommaso Apostolo.

Di nuovo, vi ringrazio di cuore e prego il Signore per voi, per la vostra comunità parrocchiale e per tutte le vostre famiglie.

Vi chiedo di continuare a pregare per me e per la Chiesa in Vietnam.

Vi saluto con fraterno effetto.

Card. Pietro NGUYEN VAN NHON
Arcivescovo di Hanoi

 

CHI E’ UN CARDINALE TITOLARE:

da Wikipedia:

  • titoli cardinalizi sono chiese della Diocesi di Roma il cui nome e le cui proprietà vengono legati ad un cardinale al momento della sua creazione.
  • Storia
  • La parola titulus

Le prime adunanze dei cristiani si attuavano all’interno di edifici privati; il titulus indicava originariamente la tabella (di marmo, legno, metallo o pergamena) che, posta accanto alla porta dell’edificio, riportava il nome del proprietario. Successivamente ai tituli privati (che, oltre alla sala cultuale e ai locali annessi per usi liturgici, comprendevano l’abitazione privata), nascono quelli di proprietà della comunità, che conservavano il nome del fondatore o del donatore della casa.

  • I titoli romani

tituli, come le odierne parrocchie, erano soggetti alla giurisdizione della Chiesa. Capo della comunità ecclesiale era il presbitero coadiuvato da ministri a lui sottoposti.

I vari tituli, anche se identici dal punto di vista funzionale e della finalità, a causa della loro diversa origine e datazione, non si possono considerare come un gruppo omogeneo. Di tutti questi luoghi di riunione possediamo due diversi elenchi, desunti dalle sottoscrizioni dei vari presbiteri nel corso dei due sinodi svoltisi a Roma nel499 e nel 595.

Confrontando questi due elenchi, in certi casi si nota come il titulus, che nel primo sinodo portava il nome del fondatore o del donatore, nel secondo porta la dedica all’omonimo santo. Probabilmente ciò è dovuto al crescente interesse per il culto dei martiri. Quelli più antichi si trovano generalmente in zone periferiche o popolari della città, mentre quelli nuovi creati dopo la pace della Chiesa ebbero tutti posizioni più centrale.

  • I titoli dei cardinali oggi

Il titolo viene attribuito dal Papa all’atto della nomina a cardinale, e, a differenza del particolare incarico ecclesiale, è vitalizio.

Tutti i tituli sono relativi alla Diocesi di Roma ed alle sue sedi suburbicarie, a simboleggiare l’unità del Collegio dei cardinali come strumento di supporto all’attività pastorale del Vescovo di Roma.

In alcuni casi le diaconie sono elevate “pro hac vice” a titolo presbiteriale: questo avviene per poter annoverare il suo titolare tra i cardinali presbiteri (ad esempio qualora il cardinale titolare sia eletto vescovo di una diocesi o se dopo dieci anni di diaconato il cardinale chiede di essere promosso al titolo presbiterale) senza che debba rinunciare ad un titolo tradizionalmente legato al proprio ordine di appartenenza o luogo d’origine.

Le chiese titolari sono contrassegnate, generalmente sulla facciata, da un doppio stemma: a sinistra quello del Papa regnante, a destra quello del cardinale titolare medesimo.

Il titolo della Sede suburbicaria di Ostia spetta di diritto al Cardinal Decano che lo affianca a quello già a lui precedentemente assegnato.

 

 

 

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