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COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 10 SETTEMBRE 2017 – XIII DEL T.O.

Vangelo   Mt 18, 15-20

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

FRA TE E LUI SOLTANTO

Il comandamento dell’amore che Gesù annuncia sempre nel Vangelo implica il perdono; poi, se possibile, dal perdono si passa alla riconciliazione. Nella comunità cristiana, L’Evangelista Matteo, dà per scontato che avvengano dissidi, peccati, divisioni e che qualcuno addirittura si metta fuori dalla comunione della Chiesa, deragliando dalla via dei comandamenti… L’insegnamento di Gesù come espressione del comandamento dell’amore, in questo testo, si estende fino a saper assumere il male di colui o colei che ci fa il male per poterlo ricondurre a noi, per poterlo ricondurre a Cristo. Ricondurre a Cristo è la vera Riconciliazione che si esplica concretamente nel dialogo faccia a faccia. Nulla a che vedere con il “chiarimento” – che spesso sa più di processo – di cui oggi tanto il mondo si riempie la bocca, quanto in un colloquio spirituale dove la correzione significa perdono dialogato con parole dette amorevolmente e docilmente, senza rabbia e senza odio… una dialogo che sappia porre domande prima che affermazioni: bisogna ritrovare urgentemente questa qualità di dialogo cristiano, non fatto di asserti ma di apertura a cercar di capire; se ci poniamo, con chi ci offende o fa del male, subito in modo aggressivo, questo dialogo riconciliante cristiano non funzionerà mai!

PRENDI CON TE TESTIMONI POI LA COMUNITA’

La comunità non scomunica il peccatore, ma gli fa capire che già si è posto fuori dalla comunione, in modo che possa tornare. Trattare un peccatore pubblico da pagano non significa escluderlo, quanto invece ricominciare da capo ad evangelizzarlo. Dargli sempre un’altra possibilità! La responsabilità dalla comunità è grande, anzi è sacramentale. La comunione, che in tutti e sette i sacramenti, special modo nell’Eucaristia, è mistero di unità richiede la conciliazione e la riconciliazione. Ciò non significa assecondare tutte le richieste o i desideri di chi devia, quanto invece sempre annunciare nella carità la Verità che è rivelata.

Quello che legherete sulla terra sarà legato nei cieli: la comunità ha questa capacità misteriosa di assumere chi è scelto per il Regno dei cieli. Rompere la comunione con il nostro prossimo, che spesso facciamo per giuste ragioni, a buon motivo, è capovolgere questo messaggio del guadagnare il fratello e la sorella che non sono come te, che non sono come me… che la pensano diversamente da te, che la pensano diversamente da me. La differenza delle idee non può dividere le persone, come spesso succede nelle nostre comunità. Ci si può battere, discutere e anche litigare per le idee, ma senza rompere la comunione; perché la comunione è Divina, è sacramentale, è garanzia della Presenza alta di Dio nella comunità.

L’ammonizione o correzione fraterna ci interpella sulla modalità con cui ci rapportiamo con colui o colei con cui crediamo che sbagli… E se avesse ragione lui, e se avesse ragione lei…? La modalità con cui correggiamo o ammoniamo il nostro prossimo trova almeno una possibilità di essere ascoltati, tanto quanto il nostro intervento è credibile: è fatto con carità e in “punta di piedi”… senza presupporre di aver per forza ragione… Il mio modo di correggere e ammonire il prossimo, è credibile? Mi accorgo che spesso rimango inascoltato o inascoltata perché il mio modo di correggere e di ammonire è “sbagliato”? Nell’ammonire o correggere il prossimo, mi chiedo innanzitutto: Dio come la pensa? Cristo cosa vorrebbe? Ma quanto spesso rompiamo la comunione con il nostro prossimo solo per cose superflue che diventano vere e proprie fissazioni? Non è forse più importante la comunione con il mio prossimo più che fissarmi su ciò che ritengo sia importante?

IL CAPOVOLGIMENTO DELLA RICONCILIAZIONE CRISTIANA

La Riconciliazione è benedizione! Cristo ci dona un modo: parlarne tu per tu, poi davanti a due e tre testimoni e alla fine con la comunità. Oggi nel nostro occidente, dove l’informazione corre sull’onda del secondo, questo modello evangelico è completamente capovolto. Oggi si è fatta della calunnia e della diffamazione, anche mediaticamente, un normale strumento di vendetta pensando che corregga, in realtà incattivisce ancora di più… Siamo nel mondo dove conta l’opinione e non la Verità: e per noi la Verità è Cristo. Siamo in un mondo che chi sbaglia, almeno in modo presunto o sconosciuto, viene subito scomunicato e messo alla pubblica gogna dei mass media, al secondo su internet. Questa gogna e scomunica, metodo completamente contrario al Vangelo, è maledizione, per un cristiano è bestemmia! Bestemmia perché il calunniato non si puo’ difendere e chi è esposto alla gogna non può più redimersi da una etichetta ormai impressa su di lui. Il Vangelo ragiona al contrario perché chiunque può redimersi; la parola REDENZIONE è il contrario della UMILIAZIONE MEDIATICA fatta anche “giustamente” sul livello umano. Quanto è più facile ma quanto più vigliacco è smascherare il nemico in sua assenza! Il Vangelo in un altro passo pone l’accento addirittura su questo: mettiti presto d’accordo con il tuo nemico… prega per i tuoi persecutori… ama i tuoi nemici…

Siamo chiamati a promuovere una cultura della riconciliazione, della tolleranza delle idee diverse, del tenere per noi gli scandali che vediamo senza amplificarli con le chiacchiere anche se fatte nelle stanze più segrete, a scoprire la bellezza della riconciliazione con chi abbiamo dei dissidi anche enormi… E se l’altro non ti ascolta? Sia per te come un pagano: cioè bisogna pregare per lui e testimoniargli di nuovo il Vangelo.

LA BELLEZZA DELLA COMUNIONE LEGATA

Quanto può essere bella la pace con chi non credevamo si possa stare in pace?! L’Eucaristia che celebriamo è vincolo di questo legame con il nostro prossimo. E’ inevitabile che succedano scandali e litigi, è inevitabile avere idee diverse anche su grandi cose… Ma quanto è bello stare insieme nonostante la diversità di vedute! Quanto è belle parlare tu per tu, faccia a faccia – nella carità – con la persona con cui abbiamo litigato o correggerla e ammonirla se è nello scandalo. Quanto è bello vincere le guerre fredde che spesso si istaurano tra le persone sapendo che dove due o tre sono riunite nel Suo nome Cristo è in mezzo a loro! Soltanto allora gusteremo quel pane Eucaristico che tutti unisce, che tutti ci fa fratelli e sorelle, che tutti ci fa figli di Dio e destinatari della misericordia del Padre. Correggere e ammonire significa trasmettere quella misericordia che Dio ha donato a me…Quanto è importante sentirci imperfetti davanti a Dio e al prossimo: perché questo ci riporta al posto che occupiamo nell’ordine delle “cose”… Vi lascio la pace vi do la mia pace, non come fa il mondo, Gesù dichiara nell’ultima cena: amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato.

 

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