25. gennaio, 2017News, Senza categoria No comments
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1Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
2Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
3«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.

4Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.

5Beati i miti,
perché erediteranno la terra.

6Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.

7Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.

8Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.

9Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.

10Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.

11Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

* * *

COME ACQUISIRE I VALORI

Il discorso delle beatitudini è una predicazione “alta”, il fatto stesso che Gesù lo pronuncia su di una montagnola rende il linguaggio profondamente magisteriale. Le “Beatitudini” in termine tecnico si chiamano: macarismi, felicitazioni, congratulazioni… Cioè: congratulazioni a te che sei povero, felice te se sei afflitto, ecc… Non è discorso che tende al sadismo, ma insegnamento morale e profetico sulla vera felicità, che soltanto in Dio si può trovare. Sembra essere, quella del Vangelo, una dottrina del paradosso in un mondo di superbi, dove l’accanimento all’effimera gioia produce ira ed ingiustizia, la vendetta e la malizia sembrano aver la meglio e la guerra sembra regnare… Il discorso della montagna sembra essere in forte contrasto con lo stile di vita odierno, ma il Vangelo è ancora Parola autorevole che spira veri valori religiosi e gioia umana. I valori del vangelo oggi viaggiano fortemente controcorrente, anche se in questo mondo si scorge bontà e generosità. Ma per acquisire questi valori non c’è bisogno di uno sforzo morale: la legge morale è già scritta nel nostro “cuore” dalla creazione. Come entrare nel nostro cuore per decifrarli e comprenderli? Solo l’ascolto della Parola di Dio, fatto col cuore, con la mente e testimoniato con la vita, ci fa acquisire questi valori.

I VALORI VEICOLO DELLA FELICITA’

Ma cosa fa felice l’uomo? Il possesso della fede, la consolazione del prossimo (la famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro…), l’eredità della terra (il frutto della terra, il lavoro, il sostentamento ed il benessere), la giustizia, la misericordia, la conoscenza di Dio e la pace. Il Signore sa cosa fa felice l’uomo, e se ne prende carico. Stranamente Lui è presente specialmente nel tempo del dolore e della prova: nell’ora della croce. E’ nel momento della stoltezza, della debolezza e del disprezzo che il cristiano è in special modo “segno di Dio nella storia dell’umanità”.

IL VALORE DELLA SOFFERENZA E DELLA DEBOLEZZA

Nel giorno della tua afflizione, quando hai fame e sete della giustizia, nel momento in cui non giudichi con malizia ma con la purezza di cuore, nell’ora della persecuzione per la tua fede: in quel momento sei segno di Dio nella storia dell’umanità. Sei segno di Dio nella storia dell’umanità: quando ti fai umile contro ogni superbia, quando sei mite nonostante gli altri ti chiamino al litigio, quando perdoni il male più grosso che ti hanno fatto, quando non solo preghi per la pace ma ti occupi di operare per essa, quando reggi a testa alta la persecuzione perché vivi il Vangelo di Gesù. Paradossalmente, proprio nella debolezza predicata dalle beatitudini, lì, c’è il segno della presenza di Dio nella storia dell’umanità; e tutto è riassunto nel segno della croce. Quest’ultimo è la prova che Dio si prende carico delle nostre debolezze, addirittura dei nostri peccati.

E noi ci prendiamo carico degli altri? La comunità ecclesiale si prende carico dei beati? Se non è la Chiesa la comunità delle beatitudini, dove trovare: solidarietà, tolleranza, perdono e pace?

Non ci si impappina la lingua quando nelle nostre Chiese leggiamo beati i poveri e poi quando sul territorio li incrociamo ce ne freghiamo? Non ci vergogniamo a proclamare beati gli afflitti quando poi se ci troviamo nel disagio ce la prendiamo con gli altri e con Dio?  Come ci sentiamo dentro quando diciamo beati i miti e nei nostri rapporti regna la schizofrenia, l’ira e la prepotenza? Ci sforziamo a vivere la legalità perché sono beati coloro che hanno fame e sete della giustizia? Come ci sentiamo davanti alla preghiera e al sacramento del perdono di Dio quando poi non cerchiamo di comprendere chi ha peccato contro di noi?

 

IL VALORE DELLA CULTURA DELLA MISERICORDIA

Oppure proclamiamo: beati i misericordiosi!? Cosa significa pregare per la pace, se poi non operiamo per la pace: nel nostro territorio, nella nostra parrocchia, nelle nostre famiglie e addirittura nei nostri cuori? Ma come facciamo ad ascoltare beati i perseguitati a causa del Vangelo se la nostra religiosità spesso vive di recriminazioni e ancor peggio di vendetta? Non si cambia il mondo e le persone con la violenza, con la forzatura, con le nostre pedagogie anche pensate e ragionate: quanto tornare invece al Vangelo come LA CURA della nostra umanità. Il valore del martirio, della persecuzione è ancora una valore valido? La morte di tanti cristiani che in alcune terre non abiurano la fede e si lasciano uccidere: che valore hanno? Cosa ci insegnano? Le nostre comunità cristiane, almeno quelle più antiche, sono nate dal martirio di molti uccisi per portare avanti la fede. Il cristiano martire che subisce per il Vangelo della Verità, è la cura per dare all’umanità un senso sicuro di continuità e una testimonianza autentica della venuta di Dio sulla terra.  

Le beatitudini ci fanno fare a tutti un esame di coscienza sull’essere cristiani, ci danno i Valori cristiani di pura umanità, di umanesimo pieno. Soffrire fino a morire per la Verità significa vivere in una libertà dove non si è ricattabili o ricettabili… vivere da beati è vivere liberi e liberamente uomini e donne del Vangelo, della buona notizia che è l’amore, l’amore vero! L’amore onesto, autentico e integrale.

 

Maria, donna di tutte le beatitudini, ci protegga, ci consoli e ci accompagni nel nostro cammino. Amen.

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